Home Anastasio Generale

Generale

559

Testo Accordi Chitarra Anastasio Generale

testo accordi chitarra spartiti Anastasio
Anastasio

tabs chords lyrics

Re La x2 
 La 
Generale dalla radiolina 
la sento urlare ordine disciplina 
Re 
ma lo sa che dove lei è seduto 
nessuno chiede aiuto 
e non c’è una sola mina 
La 
e i generali si lustrano le medaglie 
e c’hann sangue freddo come rettili 
ma sono io che striscio fra le sterpaglie 
e guardo da vicino 
                        Re 
come fischiano i proiettili 
e dietro la collina sapessi 
fa così freddo che congeleresti 
La 
e c’è una musica di colpi di fucile 
      Fa#m 
urla di ragazzi e giorni andati persi 
di vetri andati in pezzi. 
  Sol 
Contadina 
questo ballo tu non lo concederesti a me 
La 
ho l’uniforme diversa dai tuoi fratelli 
                                      Mi 
partiti già da un anno ma che non torneranno 
diversa è l’ambizione 
uguali fardelli e quelli che 
La 
ti dicono che t’odio ma che ne sanno 
ma che ne sanno loro? 
Re 
e la cosa più tremenda della guerra 
         La 
è che è bella anche se muoiono a milioni 
        Re 
con i padri 7 metri sottoterra 
          La                           Mi 
e con i figli che ci fanno le canzoni 
 La 
Generale quanto tempo che è passato 
ma quando ci ripenso ancora piango 
ho ancora in bocca quel sapore di bruciato 
ricordo amici con la faccia in giù nel fango 
      Re 
e un treno che partiva pieno e che tornava vuoto 
                                La 
la mattina tremo quando dormo poco. 
                Fa#m 
Sogno un cielo nero da cui piove fuoco 
             Sol 
e un filo spinato che mi avvolge piano 
e mi blocca mi lacera mi entra in bocca 
      La 
mi soffoca e l’aria è tossica 
                                               Mi 
come quando cadeva una bomba e aspettavo la prossima 
                                             La 
e la prossima e la prossima e la prossima 
                   Re 
e una contadina smorta aspetta alla porta come una bambina 
     La 
i fratelli partiti di prima mattina diretti alla collina 
    Re 
e dietro la collina 
                                          La 
gracchiava una radiolina in un giorno d’aprile 
                   Mi 
ma io giò avevo gettato il fucile 
                             La 
già avevo gettato il fucile